
L’approfondimento dell’Ordine dei Fisioterapisti del Piemonte e della Valle d’Aosta in occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia
Ogni anno, l’8 settembre, si celebra la Giornata Mondiale della Fisioterapia – World PT Day, promossa da World Physiotherapy per valorizzare il contributo della professione alla salute delle persone e sensibilizzare cittadini, istituzioni e professionisti.
Il tema scelto per il 2026 riguarda il ruolo della fisioterapia e dell’attività fisica nella prevenzione, nella gestione e nella riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus, tra le principali cause di mortalità e disabilità a livello globale.
Per approfondire questi temi sono disponibili i materiali ufficiali di World Physiotherapy tradotti in italiano da AIFI: poster, schede informative, banner e altri strumenti rivolti ai professionisti e alla cittadinanza.
L’Ordine dei Fisioterapisti del Piemonte e della Valle d’Aosta contribuisce attivamente alla divulgazione dei temi della Giornata attraverso la campagna social “Cos’è per te la Fisioterapia?”, che invita fisioterapisti, pazienti e cittadini a raccontare, con una fotografia o un breve video, il significato e il valore della fisioterapia nella propria esperienza.
«La Giornata Mondiale della Fisioterapia è un’occasione preziosa per raccontare la nostra professione e renderne più riconoscibile il contributo alla salute delle persone. Coinvolgere Fisioterapisti, pazienti e cittadini significa costruire una narrazione condivisa, capace di mostrare quanto la Fisioterapia sia importante nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione, ma anche nella promozione dell’autonomia e della qualità della vita», dichiara Sabrina Altavilla, presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Piemonte e della Valle d’Aosta.
Ne abbiamo parlato con Eliana Peirone, Fisioterapista ASL CN2, Ospedale Michele e Pietro Ferrero – Verduno e International IBITA instructor.
A livello globale, l’ictus rappresenta una delle principali cause di morte e disabilità. In Italia è la seconda causa di morte e la prima causa di invalidità permanente nella popolazione adulta.
All’interno dell’équipe multidisciplinare, il fisioterapista interviene nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione, promuovendo il recupero funzionale e la qualità della vita della persona colpita da una lesione del sistema nervoso centrale causata dall’ictus.
La prevenzione primaria ha l’obiettivo di individuare e correggere i fattori di rischio prima che l’evento si verifichi. È quindi fondamentale richiamare l’attenzione sulle abitudini quotidiane che possono aumentare il rischio cerebrovascolare.
La prevenzione passa dall’abolizione del fumo, da un’alimentazione corretta e da un’attività fisica regolare, importante per contrastare la sedentarietà, mantenere l’elasticità dei vasi sanguigni e controllare il peso corporeo.
«La pratica sanitaria si fonda sulle migliori evidenze disponibili provenienti dalla ricerca, sull’esperienza clinica dei professionisti e sulle aspettative e considerazioni dei pazienti e dei loro familiari», sottolinea Eliana Peirone.
La riabilitazione costituisce una parte fondamentale del PDTA – Percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale dell’ictus della Regione Piemonte. Il percorso è strutturato per garantire la continuità dell’assistenza e accompagnare la persona dal momento dell’evento acuto fino al massimo recupero funzionale possibile e al reinserimento nel proprio ambiente di vita.
La riabilitazione precoce comincia in ospedale, generalmente entro le prime 24-48 ore dall’evento, non appena le condizioni cliniche e neurologiche della persona si sono stabilizzate. L’obiettivo è prevenire i danni causati dall’immobilizzazione prolungata e stimolare fin da subito la plasticità cerebrale.
Prima della dimissione dalla fase acuta, sulla base dei bisogni e degli obiettivi individuati, la persona viene indirizzata verso il livello di intensità riabilitativa più adeguato, nei reparti di riabilitazione intensiva o estensiva.
In questa fase il fisioterapista opera insieme agli altri professionisti della riabilitazione e in collaborazione con i familiari, attraverso interventi mirati al recupero delle abilità compromesse dalla lesione e alla costruzione di nuove competenze.
Il percorso può successivamente proseguire in regime di day hospital, in ambulatorio oppure al domicilio, affinché i risultati raggiunti possano essere consolidati e applicati nel contesto di vita quotidiana della persona, favorendone autonomia e partecipazione.