
Giovedì 14 maggio, presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” di Roma, si è svolta la XXI Giornata Nazionale del Malato Oncologico promossa da FAVO – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, durante la quale è stato presentato il 18° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici.
All’iniziativa era presente anche OFI Piemonte Valle d’Aosta, rappresentato dalla Consigliera Cinzia Vaisitti, autrice insieme a Sabrina Altavilla, Stefano Fortunato e Luisella Mainero del contributo scientifico “Fisioterapia d’iniziativa nel percorso oncologico: un’evoluzione organizzativa per la Persona e per il Servizio Sanitario Nazionale” inserito all’interno del 18° Rapporto e dedicato ai temi della presa in carico e dell’assistenza ai pazienti oncologici.
La giornata ha riunito rappresentanti istituzionali, associazioni di pazienti, società scientifiche, referenti delle reti oncologiche regionali, Agenas, INPS e professionisti sanitari, in un confronto nazionale sui principali temi organizzativi, clinici e sociali legati all’oncologia. Tra gli interventi, quelli di Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO, Massimo Di Maio, Presidente AIOM, rappresentanti delle Reti Oncologiche regionali, del Ministero della Salute, di Agenas e dell’Intergruppo parlamentare malattie rare e oncoematologiche.

I punti chiave della giornata
Il Rapporto FAVO evidenzia come oggi in Italia vivano circa 4 milioni di persone dopo una diagnosi di tumore, persone che presentano bisogni clinici, riabilitativi, assistenziali, sociali e lavorativi sempre più articolati.
Nel corso del convegno sono emerse con forza le criticità ancora presenti nel sistema oncologico italiano, a partire dalle profonde differenze territoriali nell’organizzazione delle Reti Oncologiche Regionali e nella costruzione dei PDTA – Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali. Come evidenziato durante gli interventi, alcune Regioni non dispongono ancora di reti oncologiche strutturate e ciò comporta inevitabili disuguaglianze nell’accesso ai percorsi di cura.
È stata inoltre sottolineata la necessità di un coordinamento nazionale con il ruolo strategico di supporto delle reti oncologiche, tema richiamato più volte anche dal Presidente FAVO Francesco De Lorenzo.
Tra gli aspetti centrali affrontati durante la giornata, particolare attenzione è stata dedicata al coinvolgimento delle associazioni di pazienti nei processi decisionali sanitari. La Legge di Bilancio 2025 prevede infatti l’obbligo per il Ministero della Salute e per AIFA di consultare formalmente le rappresentanze dei pazienti nei processi decisionali e nella definizione dei PDTA oncologici.
Nel dibattito è emersa anche la necessità di definire modelli di accreditamento delle associazioni all’interno delle reti oncologiche e di promuovere percorsi formativi condivisi rivolti non solo ai professionisti sanitari, ma anche ai pazienti e alle associazioni stesse.
Diversi interventi hanno inoltre approfondito il tema dell’umanizzazione delle cure e dell’integrazione socio-assistenziale nei percorsi oncologici. Elisabetta Iannelli di FAVO ha evidenziato come i pazienti siano portatori di una vera e propria “conoscenza esperienziale” e come il coinvolgimento delle associazioni contribuisca a rendere i PDTA sempre più orientati anche agli aspetti sociali e assistenziali della malattia.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla prevenzione oncologica, all’esercizio fisico adattato nei percorsi di cura e alla qualità della vita delle persone con tumore. Nel Rapporto viene infatti richiamata l’importanza dell’“exercise oncology”, disciplina che valorizza l’attività fisica strutturata come supporto ai trattamenti oncologici e al miglioramento degli esiti clinici e funzionali dei pazienti.
Nel corso della giornata si è inoltre discusso del tema dell’accesso ai percorsi di prevenzione e cura oncologici per la persona con disabilità,della necessità di servizi maggiormente accessibili e inclusivi e del supporto ai caregiver.
Particolare attenzione è stata infine dedicata ai rischi legati al cosiddetto “fumo-non-fumo” e all’utilizzo delle sigarette elettroniche. Gli interventi di Paola Varese e Francesco Perrone hanno richiamato i dati contenuti nel Rapporto, che evidenziano l’uso abituale nei giovanissimi delle e-cig e la presenza in esse di sostanze cancerogene, mutagene e composti potenzialmente dannosi per la salute.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto nazionale sui bisogni delle persone con patologia oncologica e sul ruolo delle reti, delle professioni sanitarie e delle associazioni nella costruzione di percorsi di cura sempre più integrati, accessibili e partecipati.
L’articolo di OFI PVdA è consultabile a pagina 133 del 18° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, visionabile al seguente link: https://osservatorio.favo.it/rapporti/diciottesimo-rapporto/
