
Il Governo, nell’ambito dell’ultima manovra di finanza pubblica – il decreto-legge cosiddetto “Milleproroghe” – ha disposto la proroga di importanti misure transitorie che interessano direttamente i professionisti sanitari operanti nel Servizio Sanitario Nazionale, e dunque anche i Fisioterapisti.
In particolare, vengono confermate anche per il 2026 sia la deroga al regime di esclusività del rapporto di lavoro con le aziende sanitarie pubbliche, sia la possibilità di stabilizzazione del personale del ruolo sanitario e sociosanitario reclutato a tempo determinato.
Il decreto-legge interviene sull’articolo 3-quater, comma 1, del decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127, convertito con modificazioni dalla legge 19 novembre 2021, n. 165, recante la disciplina transitoria delle incompatibilità per i professionisti sanitari dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale appartenenti al comparto sanità.
La modifica normativa consiste nella sostituzione del termine finale di efficacia della deroga, prorogando l’attenuazione del vincolo di esclusività dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026.
In termini sostanziali, la proroga consente anche per tutto il 2026 ai professionisti sanitari dipendenti del SSN di continuare ad avvalersi del regime transitorio di flessibilizzazione del rapporto di lavoro, che permette lo svolgimento di attività libero-professionali al di fuori dell’orario di servizio, nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla normativa vigente e dalla contrattazione collettiva.
La deroga al vincolo di esclusività, introdotta originariamente in un contesto emergenziale per fronteggiare le criticità determinate dalla pandemia da COVID-19, si è progressivamente consolidata come strumento di gestione straordinaria delle carenze strutturali di personale, divenendo negli anni un elemento rilevante di equilibrio tra esigenze organizzative del sistema pubblico e sostenibilità professionale dei lavoratori sanitari.
La scelta del legislatore di prorogare ulteriormente tale regime conferma, da un lato, la persistenza delle difficoltà di reclutamento e di fidelizzazione del personale sanitario, e dall’altro l’impossibilità, allo stato, di un ritorno immediato a un modello rigido di esclusività, in assenza di un intervento strutturale sulla programmazione degli organici, sulle condizioni di lavoro e sulla valorizzazione economica e professionale delle competenze.
Dal punto di vista delle aziende ed enti del Servizio Sanitario Nazionale, la proroga rappresenta un fattore di continuità gestionale, consentendo di mantenere margini di flessibilità nell’organizzazione del lavoro e di ridurre il rischio di ulteriori fuoriuscite dal sistema pubblico, in un contesto caratterizzato da un aumento della domanda assistenziale e da una crescente complessità dei bisogni di cura.
Al tempo stesso, il ripetuto ricorso a proroghe annuali o biennali evidenzia la necessità di superare la logica emergenziale che sinora ha accompagnato il tema del vincolo di esclusività, aprendo una riflessione più ampia e strutturata sul modello di rapporto di lavoro dei professionisti sanitari, sulla compatibilità tra esercizio pubblico e attività professionale e sul ruolo che tali scelte rivestono nella tenuta complessiva del Servizio sanitario nazionale.
Nel medesimo provvedimento è contenuta anche una seconda misura di rilievo, relativa alla stabilizzazione del personale del ruolo sanitario e sociosanitario.
Viene infatti modificato l’articolo 1, comma 268, lettera b), della legge 30 dicembre 2021, n. 234, prorogando al 31 dicembre 2026 il termine entro il quale le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale possono procedere ad assunzioni a tempo indeterminato.
Resta ferma la possibilità di stabilizzazione per il personale che:
• sia stato reclutato a tempo determinato mediante procedure concorsuali;
• abbia maturato almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi;
• nel periodo compreso tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2026.
La proroga consente di non interrompere i percorsi di consolidamento occupazionale avviati negli ultimi anni e di valorizzare l’esperienza professionale maturata all’interno del SSN, contribuendo alla continuità assistenziale e alla tenuta complessiva del sistema.
La Federazione seguirà con attenzione l’iter di conversione del decreto-legge e gli eventuali sviluppi applicativi delle disposizioni, valutandone l’impatto concreto sui professionisti e sulle organizzazioni del Servizio Sanitario Nazionale.
Le misure prorogate confermano, ancora una volta, la necessità di affrontare in modo strutturale i temi del lavoro sanitario, della programmazione del personale e della valorizzazione delle competenze professionali, superando la logica emergenziale che continua a caratterizzare interventi ripetutamente rinnovati nel tempo.
Il vicepresidente della FNOFI
Francesco Paolo Esposito