
È arrivato un riconoscimento atteso da tempo. Il 15 luglio 2026, con una comunicazione ufficiale (Prot. 1490/2026) indirizzata ai Presidenti degli Ordini territoriali, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Sanitaria di Fisioterapista (FNOFI) ha espresso “vivo apprezzamento” per l’approvazione dell’emendamento n. 4.47 (riformulato) nell’ambito della discussione del disegno di legge AC2700, il provvedimento di riforma delle professioni sanitarie. L’emendamento è stato approvato nella XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati con il parere favorevole del Relatore e del Governo.
Il punto qualificante, per la categoria, è uno: il testo inserisce espressamente i fisioterapisti nel sistema integrato di collaborazione interdisciplinare con i medici specialisti in medicina dello sport, i medici di medicina generale (MMG) e i pediatri di libera scelta (PLS), finalizzato alla promozione dell’esercizio fisico strutturato quale strumento di benessere fisico e mentale della persona.
L’AC2700 è un disegno di legge delega che interviene in modo ampio sulle professioni sanitarie, toccando temi come la carenza di personale, il precariato degli specializzandi e la sicurezza degli operatori. All’interno di questo perimetro, l’emendamento 4.47 introduce criteri per una collaborazione interdisciplinare orientata a promuovere l’esercizio fisico come leva di prevenzione e promozione della salute, con protocolli da costruire sulla base delle evidenze scientifiche disponibili.
Nella prima formulazione il testo faceva riferimento all’asse medico dello sport–MMG–pediatri. La versione riformulata approvata in Commissione ha ampliato quel perimetro includendo formalmente i fisioterapisti, riconoscendone così il contributo lungo i percorsi di prevenzione, promozione della salute e presa in carico della persona.
Il riconoscimento si inserisce in una tendenza consolidata delle politiche sanitarie, che assegnano all’attività fisica un valore crescente nella prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili. L’inattività fisica è considerata uno dei principali fattori di rischio modificabili, e il Piano Nazionale della Prevenzione 2026–2031 pone l’esercizio fisico strutturato tra gli strumenti fondamentali di promozione della salute.
In questo quadro, il valore aggiunto del fisioterapista è nella valutazione funzionale e nel ragionamento clinico: la capacità di leggere le condizioni della persona, definire obiettivi appropriati e individuare l’intervento più adatto lungo il percorso di prevenzione, promozione della salute e presa in carico. È proprio questa competenza che l’emendamento riconosce e colloca all’interno di un lavoro di squadra con le altre figure sanitarie.
Nel documento a firma del presidente Piero Ferrante, la Federazione definisce il provvedimento “un riconoscimento importante del ruolo della fisioterapia all’interno dei percorsi di prevenzione sanitaria, promozione della salute e presa in carico delle persone, in coerenza con il crescente valore che l’esercizio fisico riveste nelle moderne politiche sanitarie”.
La FNOFI manifesta inoltre “fin da ora la propria piena disponibilità” a collaborare con il Governo, il Ministero della Salute, i medici sportivi, i MMG e i PLS affinché i protocolli previsti dalla norma siano elaborati attraverso un confronto scientifico e professionale ampio e qualificato, “nel pieno rispetto delle rispettive responsabilità, dei profili professionali e del quadro normativo vigente”.
“Solo una collaborazione autenticamente interdisciplinare, fondata sul riconoscimento reciproco delle competenze e sulla centralità della persona, può tradursi in un concreto beneficio per il Servizio Sanitario Nazionale.”
Un apprezzamento condiviso anche a livello territoriale: diversi Ordini regionali hanno accolto con favore il passaggio parlamentare, ringraziando la Federazione per l’attività di monitoraggio e rappresentanza presso le istituzioni.
Trattandosi di un disegno di legge delega, il riconoscimento fissa un principio: il seguito operativo dipenderà dai decreti attuativi e dai protocolli che definiranno concretamente ruoli, competenze e modalità di collaborazione tra le figure coinvolte. È in quella sede che si preciseranno i confini tra intervento sanitario riabilitativo e programmi di mantenimento, e il modo in cui il fisioterapista si integra con medici sportivi, medici di famiglia e pediatri.
Per la professione, il messaggio è chiaro: la valutazione funzionale e il ragionamento clinico del fisioterapista trovano uno spazio esplicito anche nell’area della prevenzione e della promozione della salute, non solo nella fase post-acuta. Un’evoluzione coerente con l’idea di una presa in carico lungo l’intero percorso di vita della persona. Seguiranno aggiornamenti man mano che l’iter del ddl proseguirà.