
Grande interesse per il convegno ‘La relazione terapeutica in fisioterapia’ organizzato dall’Ordine dei Fisioterapisti dell’Umbria
“Andare al centro della cura per migliorare i risultati”: la Presidente di OFI Umbria soddisfatta per il risultato dell’incontro.
All’Hotel Giò di Perugia esperti e sanitari si sono confrontati sulla relazione fisioterapista–paziente come parte essenziale del percorso terapeutico
PERUGIA, 30 maggio 2026 – La cura non è solo un intervento clinico o terapeutico, ma si basa su una buona relazione tra professionista e paziente, essenziale per favorire la risposta terapeutica. È questo il concetto chiave attorno al quale si è incentrato il convegno ‘La relazione terapeutica in fisioterapia’: dalla neurobiologia alla pratica clinica che si è tenuto questa mattina all’Hotel Giò di Perugia.
Una mattinata di confronto e approfondimento, organizzata da OFI Umbria (Ordine Regionale della Professione Sanitaria di Fisioterapista dell’Umbria), che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone, tra fisioterapisti, altri professionisti sanitari e studenti dei corsi di laurea delle professioni sanitarie, a confronto con esperti del settore.
Esplorando le basi neurobiologiche della relazione tra fisioterapista e paziente, ci si è focalizzati sui principali meccanismi alla base dell’interazione clinica.
“Sono molto soddisfatta – ha dichiarato la Presidente di OFI Umbria, Daniela Gaburri –, perché il convegno ha offerto spunti di grande valore su temi solo apparentemente noti. Grazie al contributo di relatori esperti e di fama internazionale, abbiamo approfondito strumenti e competenze fondamentali per rafforzare la relazione terapeutica con il paziente, elemento che la letteratura scientifica riconosce come determinante nel miglioramento degli esiti clinici.”
Tre sessioni mattutine articolate in contributi teorici e esperienze cliniche, con l’obiettivo di promuovere una relazione terapeutica efficace e profondamente incentrata sulla persona.
Numerosi sono stati gli argomenti di riflessione, presentati da professionisti esperti di fama nazionale: gli effetti placebo e nocebo nella pratica clinica e il peso, silenzioso ma decisivo, dei fattori di contesto nella fisioterapia; il significato profondo del contatto fisico nella relazione terapeutica; il valore della comunicazione efficace e la complessità emotiva legata alla ricezione della prognosi, con tutte le conseguenti ricadute su paziente, famiglia e sul professionista stesso.
“Questi aspetti, considerati secondari o che richiamavano la gentilezza dell’operatore sanitario – ha dichiarato Federico Tulli, responsabile scientifico dell’evento e consigliere di OFI Umbria -, in realtà, sono parte integrante delle cure, perché si è visto che possono modulare gli outcome di salute, specie quelli soggettivi”.
A chiudere l’intensa mattinata un confronto a più voci dedicato alla ‘relazione che cura’, dove esperienze, idee e buone pratiche si sono intrecciate attorno a un’unica visione: la necessità di una fisioterapia sempre più umana, consapevole e centrata sulla persona, essenziale per favorire la risposta terapeutica.












