
Uno stupido incidente, in un giorno di sole, di mare e di gioia da trascorrere con la nipotina.
Piergiorgio Benaglia se ne è andato e con lui anche tanti ricordi. La prima cosa che colpiva era la sua intelligenza, brillante, travolgente ma anche rigorosa e poi il suo fascino ( lo chiamavamo il Tom Cruise de noialtri !). Ciò che ci ha lasciato è una grande eredità: lo stimolo a studiare, a misurarsi con il mondo della ricerca e della formazione, la consapevolezza che senza la dimostrazione di ciò che facciamo non abbiamo prospettive.
Era il 1992 quando ha iniziato a lavorare con la Fondazione Maugeri di Veruno, con Francesco Sartorio, Stefano Vercelli e Franco Franchignoni, ed ha collaborato con loro fino al 1999, quando, dopo aver acquisito e sviluppato competenze sulla ricerca ed in particolare sulla Ricerca in Riabilitazione ha contribuito al suo sviluppo e alla sua divulgazione, collaborando con le riviste Ricerca in Riabilitazione fondata da Roberto Gatti e Luigi Tesio del San Raffaele e poi con la rivista di AITR Scienza Riabilitativa, di cui era consulente scientifico. Nel 2000 ha iniziato a fare formazione per AITR e poi per AIFI, per le Aziende Sanitarie ecc.
Personalmente mi ricordo ancora con grande emozione il corso che feci con lui, la “scoperta” dei concetti di EBR, accompagnata dallo smarrimento per la consapevolezza, come formatore in ambito universitario, di dover affrontare una nuova fase professionale, essendoci la necessità non più procrastinabile di modificare la formazione universitaria e di conseguenza il nostro “modus operandi”.
Docente a contratto dell’università Piemonte Orientale e Insubria, un suo studente ha scritto queste bellissime parole per descriverlo: «Il prof. Benaglia era proprio unico nel suo genere. Unico nel modo di insegnare e unico nel modo di trasmettere contenuti, con un carisma davvero difficile da trovare in un docente e con una passione sfrenata per il suo mestiere, cosa che traspariva e si notava chiaramente e costantemente ogni qual volta ci spiegava un distretto muscolare o una tipologia di cammino, dal come “vedere” i muscoli e le loro azioni a come analizzare un cammino, era uno di quei professori che quando lo conosci nelle aule universitarie ti fa desiderare di essere un po’ come lui un domani nel mondo del lavoro. È un’enorme perdita da qualunque punto di vista».
Grazie Piergiorgio e grazie a tutti coloro che lo hanno sostenuto in questo cammino!