
Come già sapete, alcuni giorni fa è venuto a mancare Antonio Cartisano che dal 1992 fino al 2001 è stato presidente dell’allora AITR, divenuta AIFI nel 2002 nel congresso straordinario di Trevi.
Senza ombra di dubbio egli ha dato un impulso qualificato e decisivo per la nostra crescita culturale e professionale e già altre colleghe e colleghi hanno ampiamente espresso gli importantissimi risultati accademici e legislativi conseguiti in quel periodo dalla nostra professione a partire dalla formazione universitaria per passare poi al profilo professionale nonchè alle leggi 42/99 e 251/2000.
Tuttavia, quello che ci preme ricordare è l’impegno che in quegli anni seppe esprimere anche l’AITR Abruzzo considerato il fatto che allora organizzammo a Giulianova ben due congressi nazionali: il primo nel 1995 celebrativo del profilo professionale e l’altro nel 2001 a coronamento dell’autonomia professionale acquisita e dagli sviluppi di carriera previsti dalla laurea specialistica.
In particolare e a proposito della legge 42/99 concernente il riordino delle professioni sanitarie, che vide finalmente abrogato il concetto di ausiliarietà nei confronti della classe medica, svolgemmo un ruolo determinante visto che il relatore della legge era l’On. Saia già sindaco del comune di San Valentino in Citeriore.
Collaborando totalmente e sinergicamente con le direttive di Antonio Cartisano, eravamo costantemente a casa dell’onorevole per proporre e controllare gli emendamenti alla legge che volevamo o che non volevamo fossero inseriti.
Ebbene, se da un lato riuscimmo a salvaguardare l’autonomia conferita dalla legge e a chiudere la porta in faccia al tentativo dei chinesiologi di infilarsi tra le professioni sanitarie, dall’altro vedemmo purtroppo sfumare il comma che prevedeva la costituzione degli ordini professionali che i sindacati, assurdamente, avevano chiesto di riservare solo ai liberi professionisti.
Sta di fatto che, dopo aver perso quell’occasione, abbiamo dovuto aspettare altri 20 anni circa per raggiungere questo obiettivo raggiunto solo nel 2018 in coabitazione con le altre professioni sanitarie.
Con quel risultato la nostra professione avrebbe già allora ottenuto il massimo obiettivo ma così, purtroppo, non fu.
Comunque, sta di fatto che Antonio Cartisano ha dedicato sapientemente e totalmente la sua vita associativa, poi anche sindacale tramite lo SPIF, per emancipare la nostra professione sanitaria insieme ad una formidabile compagine nazionale della quale ci limitiamo a ricordare solo chi non c’è più: Giuliana Brutti e Mauro Gugliucciello.
In assoluto, è stato il presidente che più di tutti è venuto in Abruzzo in occasione di convegni e iniziative e con questa regione aveva instaurato un rapporto stabile e costruttivo.
Con estremo piacere e spirito di collaborazione, lo abbiamo spesso ospitato mettendoci a sua disposizione consci che stavamo per fare ed ottenere qualcosa di veramente grande.
Pensate che, pur di averlo ad un convegno che tenemmo a Pescara di sabato, alla fine dei lavori lo accompagnammo in auto all’aeroporto di Fiumicino dove prese l’aereo che lo portava ad un altro impegno associativo domenicale.
Antonio Cartisano era questo, uno stakanovista della promozione e dello sviluppo della nostra professione e di questo gliene saremo sempre grati.
Addio Antonio e grazie per tutto quello che hai fatto e dato per la professione.
Il Consiglio Direttivo dell’OFI Abruzzo
