
Roma, 20 gennaio 2026 – La Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti (FNOFI) è intervenuta stamattina in audizione informale presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, per l’esame del Disegno di legge A.C. 2700, che delega il Governo e il Ministero della Salute alla riforma delle professioni sanitarie.
Nel corso dell’audizione, il Presidente della FNOFI, Piero Ferrante, ha ringraziato, a proprio nome e per conto degli oltre 75.000 fisioterapisti che rappresenta, per l’attenzione che Parlamento e Governo stanno dedicando alle professioni sanitarie, riconosciute come asse portante del Servizio Sanitario Nazionale e dell’intero Sistema salute.
Secondo la Federazione, il punto centrale della riforma dovrà essere l’efficientamento del Sistema salute, anche attraverso una reale valorizzazione dei professionisti sanitari, che sono i veri motori della risposta ai bisogni delle persone.
Il Presidente Ferrante ha sottolineato la necessità di superare un modello di sanità ancora troppo ospedalo-centrico per favorire invece una sanità di prossimità, fondata sulla presa in carico globale della persona, a partire dal domicilio come primo luogo di cura.
Durante l’audizione di stamattina è stata anche ribadita l’urgenza di rendere le professioni sanitarie più attrattive, attraverso il riconoscimento del loro ruolo, delle competenze acquisite, delle autonomie conquistate e delle responsabilità assunte, che però siano riconosciute anche sul piano economico e organizzativo: i professionisti sanitari possono e devono essere riportati al centro del SSN e del Sistema salute. Senza dimenticare di investire su modelli professionali aggiornati, capaci di lavorare in team multiprofessionali, favorendo anche nuove forme di integrazione delle competenze (skill mix e skill sharing).
Nel suo intervento alla XII Commissione della Camera, il presidente Ferrante ha dedicato ampio spazio al tema della formazione, evidenziando la necessità di riconoscere le Lauree Magistrali ad indirizzo clinico dopo il percorso universitario di base; di rivedere profondamente il sistema ECM, oggi percepito da molti professionisti come eccessivamente burocratico e poco aderente ai reali bisogni formativi dei professionisti; di semplificare l’attribuzione dei crediti e valorizzare l’autoformazione; di riconoscere il ruolo degli Ordini che erogano formazione gratuita senza finanziamenti esterni.
Infine sono state evidenziate la necessità di una revisione della Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS), il cui funzionamento incide direttamente sull’efficacia dell’azione disciplinare, e il tema dell’equo compenso, centrale per la professione fisioterapica, che conta oltre 75.000 iscritti, di cui circa 40.000 liberi professionisti.
In conclusione, la FNOFI ha ribadito la propria piena disponibilità a collaborare con il Parlamento e il Ministero della Salute nell’attuazione della delega, insieme alle altre Federazioni delle professioni sanitarie.
Ecco l’intervento integrale del Presidente della FNOFI, Piero Ferrante